La cardiotocografia è un esame che si esegue in gravidanza per monitorare il benessere del feto e, quando necessario, l’andamento delle contrazioni uterine. Attraverso due sensori applicati sull’addome della mamma, il medico registra il battito cardiaco del bambino e l’attività dell’utero, ottenendo un tracciato utile per la valutazione clinica.
Si tratta di un esame semplice, sicuro e generalmente ben tollerato, che non richiede alcuna preparazione particolare. La sua durata è in media di 20-40 minuti e, nelle gravidanze fisiologiche, viene spesso eseguita nelle ultime settimane prima del parto; in alcune situazioni può essere richiesta anche prima, se è necessario un monitoraggio più attento.
A cosa serve
La cardiotocografia serve a capire come sta procedendo la gravidanza e a individuare eventuali segnali che richiedano maggiore attenzione. In particolare, permette di osservare la frequenza cardiaca fetale e la relazione con le contrazioni uterine, aiutando il ginecologo a valutare il benessere del feto nel contesto clinico complessivo.
Questo esame è particolarmente utile quando la gravidanza presenta fattori di rischio o quando la mamma riferisce una riduzione dei movimenti fetali. Può essere indicato anche in caso di ipertensione, diabete gestazionale, sospetto di sofferenza fetale o durante il travaglio di parto.
Come si svolge
Durante l’esame la paziente si sdraia o si accomoda in posizione semiseduta, mentre vengono applicate sull’addome due fasce con i sensori. Uno rileva il battito cardiaco del feto, l’altro misura le contrazioni dell’utero, così da costruire un tracciato che il medico interpreta in base alla situazione clinica.
L’esame non è doloroso e non comporta rischi né per la mamma né per il bambino. Proprio per questo è uno strumento molto usato nella pratica ostetrica per controlli di routine o per monitoraggi più ravvicinati quando serve.

